Dora in poi


Via Catania 21
10153 - Torino (TO)
: +39 011 2409962
:
: [email protected]

Cibo
Atmosfera
Servizio
Qualità/prezzo

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Il ristorante Dora in poi è una delle nuove proposte del panorama gastronomico torinese. Ci siamo arrivati su suggerimento di un amico, senza troppe informazioni in più in merito. Siamo in zona Regio Parco, nelle immediate vicinanze dei Giardini Reali, e prossimi al fiume Dora Riparia (da cui il nome ed il gioco di parole).
Il ristorante Dora in poi si trova all’angolo tra Via Catania e Via Modena, il locale è ben visibile dalla strada grazie alle ampie vetrate ben illuminate ed al dehor, chiamato “la serra”, che per le sue caratteristiche è utilizzabile sia d’estate che d’inverno.
Al nostro arrivo la sala è piena, il dehor un po’ meno, ma comunque riscuote successo. Il locale è molto minimal. L’accoglienza ed il servizio, giovani ed informali.
Dora in poi sarà tutto un po’ diverso, concedete anche a me il gioco di parole! Il menù non ha la solita impostazione con antipasti, primi e secondi, ma classificherà i piatti tra crudi, marinati e caldi! Potrete creare il vostro percorso scegliendo da questi tre macro-gruppi, dando voi un ordine logico ai piatti.
La carta è un melting pot: si incrocia la cucina asiatica a quella piemunteis e si “scopiazza” qualche grande chef come Enrico Crippa o Marcello Trentini.
Ritroviamo la cultura asiatica nel crudo di salmone con riso jasmine e alghe o nel maialino da latte con cavolo bok-choy e salsa al wasabi. La vediamo fondersi con la cucina piemontese nel tofu con porri e tartufo nero, nei dim-sum alla piemontese (stessa cottura dei dim-sum ma realizzati con pasta all’uovo e arrosto), nella zuppa di cozze, gamberi e broccoli con pasta udon, ma soprattutto con l’aggiunta del lime in alcuni piatti come i tagliolini all’uovo con gamberi rossi e porcini.
Il nostro percorso si apre con un crudo di salmone con riso jasmine e alghe ed una carne cruda di Fassone, ostrica e salsa al lime.
Ottimo il crudo, ma sproporzionato rispetto all’abbondanza degli elementi di contorno. La cruda di Fassone con ostrica è un abbinamento piuttosto audace, che assaggiai la prima volta da Marcello Trentini, al Magorabin, e mi lasciò piuttosto interdetto perchè il sapore forte dell’ostrica copriva la carne cruda. Ma c’era una strana alchimia che teneva in equilibrio il piatto. Segreti del Mago!
Qui, essendo una copia, l’alchimia è venuta meno. Vuoi per le dosi, per il condimento della carne, per l’eccesso di ostriche, perchè la salsa al lime non era la crème fraîche con zest di lime. Buono, ma non buonissimo.
Proseguiamo con i dim-sum alla piemontese e con i tagliolini all’uovo con i gamberi rossi e porcini. Perfetti i dim-sum per sapore, realizzazione ed idea; serviti anche nella vaporiera in bambù come vuole la tradizione asiatica. Sono accompagnati dalla salsa di soia, per fare proprio le cose come si deve, anche se, a mio avviso, son da preferire al naturale: non riesco a pensare ad un arrosto di fassone con la salsa di soia!
Eccellenti anche i tagliolini all’uovo con gamberi rossi, porcini e lime: il lime conferiva un tocco di freschezza e acidità che calzava a pennello! L’unico appunto è sui gamberi rossi: nulla da eccepire sulla freschezza, ma piuttosto sulle dimensioni; sarebbero stati più “gratificanti” dei gamberoni, e invece erano gamberetti! Peccato!
Le porzioni sono molto abbondanti e concludiamo quindi con un dessert: sorbetto di lime e vaniglia con croccante alla cannella e minestrone freddo di frutta e verdura con cioccolato fondente.
Il minestrone freddo di frutta e verdura con cioccolato fondente fa il verso alla ben più blasonata versione del celebre chef Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo di Alba. Una brunoise di verdure accompagnata da frutti di bosco e qualche scaglia di cioccolato fondente, in un “brodo” freddo aromatico. Sono quei piatti che sarebbe meglio lasciare ai grandi chef, come la fusione fredda di Scabin.
Ottimo abbinamento invece tra il sorbetto al lime ed il croccante alla cannella, dove il croccante dava croccantezza, appunto, e smorzava un po’ l’acidità del sorbetto. Impercettibile invece l’aroma di vaniglia, se non nella bacca decorativa.
Accompagnamo il pasto con un parsimonioso calice di Bollaciao Fontanafredda e concludiamo in bellezza con caffè, amaro Braulio e, per le chiacchiere post-cena, un ottimo gin tonic a base di Tanqueray N° Ten accompagnato da una tonica Fever-tree.
Alla fine torniamo a casa soddisfatti: un’altra piccola stella si aggiunge nella galassia torinese!

  • Cucina
  • Servizio
  • Location
  • Qualità/prezzo
3.3

Cosa ne pensano gli utenti di


Torino, Italia
Valutazione: 5/5
Ottimo ristorante vegetariano-vegano
Il ristorante è molto bello, luci soffuse e proiezione di immagini all'avanguardia in sala, qualcosa di diverso dal solito insomma. Ottima accoglienza e servizio veloce. I piatti erano tutti molto...Leggi la recensione completaLeggi tutte le recensioni


Turin, Italy
Valutazione: 4/5
Cena onirica...
Prima volta a "casa", bella esperienza: cortesia, arredo singolare, piatti interessanti tra presentazione e gusto. Poi il proiettore con video e concerti e le luci un po' psichedeliche hanno creato...Leggi la recensione completaLeggi tutte le recensioni


Torino, Italia
Valutazione: 4/5
Ristorante vegetariano e vegano. Ottime insalate e ottime centrifughe. Dolci da assaggiare assolutamente.
Un locale accogliente, ben arredato, personale gentile e simpatico. Il dehor in una piacevole serra che elimina l'impatto della vicina strada. Insalate particolari, la mia ad esempio misticanza...Leggi la recensione completaLeggi tutte le recensioni

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