La Limonaia – Food as Culture


Via Mario Ponzio 10
10141 - Torino (TO)
: +39 011 7041887
:
: [email protected]

Valutazione 4.0/5 su 423 recensioni degli utenti Tripadvisor.
Classificato al N. 355 di 4.373 Posti Dove Mangiare a Torino

Atmosfera
Cibo
Servizio
Qualità/prezzo

Gnocchi di Seppia - La Limonaia Food as Culture


Gnocchi di seppia al vapore, crema di patate allo zenzero, croccante di patata viola, maggiorana


La Limonaia si trova nel cortile di una palazzina in zona Pozzo Strada, e penso: “finalmente qualche valida alternativa fuori dal caos del centro città”! Il posteggio è agevole, la zona tranquilla. All’esterno il dehor è piacevole, anche se incastonato tra i palazzi. La sala è accogliente ed i locali sono stati ben “trasformati”, anche se qualche elemento, tipo il tetto, potrebbe essere migliorato. Ogni tavolo, con le sue sedie, fa storia a se; ognuno diverso dall’altro. Sono comunque abbastanza ampi e distanziati, e la sala non risulta rumorosa.

“Esiste un tempo per ascoltare, che non è sentire. Esiste un tempo per gustare, che non è mangiare”.
Questa è la premessa sul menù de La Limonaia. Lo chef è molto abile di penna, speriamo anche di padella.

Il menù è curioso, un po’ ambizioso negli accostamenti e anche nel prezzo, dove nei piatti più importanti fa il verso a ristoranti ben più blasonati.
La qualità della materia prima è ineccepibile. Sui piatti invece il giudizio è altalenante.

Apro il mio percorso con gli Gnocchi di seppia al vapore, crema di patate allo zenzero, croccante di patata viola e maggiorana: la crema di patate allo zenzero e le chips di patate viola “accendevano” il piatto. Scelta azzeccatissima.

Proseguo con i Paccheri all’amatriciana di rana pescatrice con fagiolini spezzati, dove bisogna fare una distinzione: il condimento, fresco e delicato, promosso a pieni voti, ma siamo scivolati sulla pasta. Non erano paccheri ma mezze maniche, ed in più si sono rotti quasi tutti in cottura. Sul formato, non è la fine del mondo, anche se la differenza è notevole per gli amanti del genere. Sulla pasta rotta… beh… si commenta da sola! Che delusione!

Come secondo piatto scelgo il rombo infarinato alla menta, roll delle sue uova, riso canadese fritto, guazzetto di piselli e pomodoro all’eucalipto. E qui rimango parecchio contrariato.
L’infarinatura alla menta era impercettibile. Il roll era ovviamente carico di sapore tanto da sovrastare tutto il resto. Se anche il pomodoro fosse stato all’eucalipto, dopo il roll non sono più stato in grado di distinguerlo, percependo ormai solo un pomodorino sbollentato. Il riso canadese fritto è stata la parte migliore, conferendo sapore ed un tocco di croccantezza. I piselli facevano contorno, e basta.

Per dessert la scelta ricade su “Gianduiotti e caffè“. Due semifreddi a forma di gianduiotti, uno al cioccolato fondente ed uno al gianduia e nocciola, accompagnati dal caffè caldo versato al momento. Buoni, ma “estremi”! La porzione è per golosi con la G maiuscola! Ahimè, non son riuscito a terminarli!

Agli altri tavoli, a fine pasto, vedo servire un coreografico “albero di amarene” che a noi non arriverà. Probabilmente erano terminate le amarene, o siamo stati più semplicemente dimenticati.

Soddisfacente la carta dei vini, specialmente per l’offerta al calice, anche se il Gewurztraminer che avevo scelto era terminato. Mi viene proposto in sostituzione un piacevole Arneis ed un immancabile (vsite le premesse del posto) Muscadet. Termino con un ottimo amaro.

Il servizio però è veramente molto lento. Son d’accordo sul fatto che ci si debba prendere il giusto tempo per gustare (citando il menù), ma il troppo stroppia e le lunghe attese spezzano l’appetito. L’impressione che ho avuto è che ricamino parecchio sul concetto di slow food, per sopperire a gravi carenze organizzative che portano a questi estenuanti tempi di attesa. E se anche dovessi concepire il loro modo di “fare cucina”, oltre 15 minuti di attesa per una bottiglia d’acqua non hanno nulla a che vedere nè col gustare, nè col mangiare (sempre parafrasando il menù).
La ragazza in sala, che assolve al ruolo di maître e sommelier, si da veramente un gran da fare, è gentilissima e professionale, ma non riesce a farsi carico di tutto il servizio, anche perchè supportata da un commis che, per quanto educato e gentile, risultava un po’ “smarrito”.

Nel complesso la cucina è curiosa ed ambiziosa, la strada è quella giusta.
Il servizio vuol sembrare professionale in tanti aspetti, ma in concreto risulta poi un po’ distratto e troppo, troppo lento!
L’ambiente è piacevole sia per l’estate che per l’inverno.

Per i piatti più “importanti” il prezzo si avvicina a ristoranti ben più blasonati. Per un percorso completo si sta sui 60€ a testa. Fosse tutto perfetto, potrebbe anche starci. Ma viste le imperfezioni, sarebbe più corretto mantenere un profilo leggermente più basso. Appena “avremo un po’ di tempo”, ci riproveremo!

  • Cucina
  • Servizio
  • Location
  • Qualità/Prezzo
3.1

Cosa ne pensano gli utenti di


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